Crescono le imprese guidate da immigrati in Italia.

Nei primi 9 mesi del 2009 sono stati poco meno di 29.000 (per l’esattezza 28.622) gli stranieri che hanno aperto un’impresa individuale iscrivendo i loro nomi nei registri delle Camere di commercio (71 in piu’ rispetto ai primi 9 mesi del 2008), mentre 19.485 sono stati quelli che hanno chiesto di cancellarlo (3.238 in piu’ dello dell’anno scorso).

E quanto emerge dalla rilevazione trimestrale condotta per conto di Unioncamere da InfoCamere, la societa’ consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane. Il saldo dei primi nove mesi del 2009 e’ dunque in attivo risultando pari a 9.137 unita’ (per lo stesso intervallo di tempo dello scorso anno e’ stato di 12.304). Anche sugli immigrati si fa sentire l’effetto negativo della crisi con un aumento delle cessazioni del 19,9%. La relativa frenata della vitalita’ degli immigrati, comunque, non colpisce le aperture, aumentate dello 0,2% rispetto ai primi nove mesi del 2008.

Dal punto di vista territoriale e’ la provincia di Milano che, nei primi nove mesi del 2009, ha fatto registrare il piu’ alto numero di iscrizioni di imprese con titolare immigrato con 2.239 unita’ seguita da Roma (1.905 imprese) e Torino (1.372). Enna (17 unita’), Oristano (22) e Isernia (31) sono invece le province con il minor numero di iniziative individuali avviate nel corso dei primi nove mesi del 2009. E’ da notare che in termini di saldo tra nuove aperture e chiusure e’ la Capitale che sale sul gradino piu’ alto del podio con quasi 1.000 nuove imprese in piu’ nel periodo (+971 unita’), seguita da Torino (+566) e da Prato (+475).

Quasi la meta’ (per l’esattezza il 48,6%) di tutte le nuove iscrizioni dei primi tre trimestri del 2009 si devono ai cittadini di tre paesi: nell’ordine, si tratta di Cina (5.352 i titolari nati nell’impero di mezzo, il 18,7% delle nuove iniziative), Marocco (5.143) ed Albania (3.439). Le nuove aperture si concentrano per il 39% nel commercio (11.122 unita’), segue il contributo del settore delle costruzioni (7.863 nuove aperture) e, piu’ a distanza, quello delle attivita’ manifatturiere (3.930).