Immigrati si’, ma spesso con laurea e qualifiche alla pari di quelle degli italiani.

E’ uno dei temi che sono stati al centro della discussione della tavola rotonda ‘Immigrazione: ruolo attivo nel sistema produttivo e seconde generazioni’, tenutasi all’interno della Conferenza regionale del lavoro, in corso allo Spazio Etoile a Roma fino al 28 gennaio.

“Nel Lazio – ha spiegato Franco Pittau, coordinatore dossier immigrazione della Caritas, intervenuto al dibattito – rispondiamo spesso in maniera negativa all’immigrazione qualificata, nel senso che nella nostra regione il dottore pachistano si ritrova a fare il badante, il sociologo a lavare i piatti, e altri casi di questo tipo. E a perderci, da tutto cio’, non e’ solo l’immigrato, ma in maggior parte il nostro sistema produttivo. Poi c’e’ la piaga del lavoro nero – ha aggiunto – specie nell’agricoltura in provincia di Latina, e nell’assistenza familiare. Dobbiamo cominciare a vedere il lavoro nero come un vero peccato”. Pittau ha quindi dato una panoramica dei settori di impiego piu’ ricorrenti per gli immigrati nella regione.

“Spesso – ha detto – sono impiegati nel settore del turismo, nelle mansioni meno qualificate, nell’edilizia, e nell’assistenza familiare, che a Roma presenta bisogni enormi. Per iniziare per gli immigrati andrebbe anche bene, ma si dovrebbero cercare i modi per utilizzare le loro capacita’”. Accanto alle ombre, anche luci sulla condizione degli immigrati nel Lazio. “Una cosa ‘bella’ – ha detto Pittau – e’ che i sindacati hanno inserito al loro interno dei ‘quadri’ immigrati, segretari e responsabili di dipartimento. E anche le associazioni non usano gli immigrati come bassa manovalanza, ma bensi’ come responsabili di progetto. E tra i casi positivi – ha concluso – anche quello degli immigrati mediatori culturali, che sono tantissimi nella regione”.

E Giuseppe Maurizio Silveri, direttore generale immigrazione del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha sottolineato che “il peggior nemico della immigrazione regolare e’ l’immigrazione irregolare, perche’ spesso purtroppo i datori di lavoro che vengono attratti dalla possibilita’ di avere manodopera a costo minore. E questo e’ un fenomeno da contrastare”.