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Dimmi da dove vieni e ti dirò che lavoro fai. Anche in Puglia, il tipo di impiego dei lavoratori stranieri è legato al Paese di provenienza. E così, tra le oltre 150 nazionalità presenti, se i senegalesi lavorano prevalentemente nel settore della pesca, spetta a cinesi, filippini e indiani contendersi quello dei trasporti. Ciò che li unisce, però,è un mercato del lavoro poco favorevole per i cittadini nati all' estero: retribuzioni più basse, contratti ambigui, licenziamenti.
L' unica certezza arriva dall' agricoltura, settore trainante per chi cerca lavoro: nel 2010 uno straniero su due in Puglia è impiegato nei campi. Non da meno il lavoro domestico, dove negli ultimi dieci anni è triplicato il numero degli occupati. I dati forniti alle segreterie regionali di Anolf-Cisl, Cigl-Immigrazione e Ital-Uil hanno confermato lo stretto legame tra Paese di origine e occupazione. I nordafricani, per esempio, lavorano principalmente nell' agricoltura, edilizia e commercio. I cinesi nel turismo, ristorazione, commercio e trasporti. Bengalesi, indiani e marocchini si dividono il settore dei servizi avanzati e finanziari. Nei servizi alle persone, invece, tra badanti e domestici, le nazionalità prevalenti sono Georgia, Ucraina, Romania, Polonia, Filippine, Mauritius, Eritrea, Albania e Senegal. Mentre tra chi lavora il marmo ci sono soprattutto albanesi e marocchini. Secondo i dati pubblicati nell' ultimo "Dossier immigrazione" di Caritas/Migrantes, tra gli operai a tempo indeterminato è particolarmente significativa la presenza dei rumeni: con oltre 15mila 492 lavoratori, sono la principale comunità straniera della categoria nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda invece gli operai con contratto a tempo determinato, le comunità più diffuse sono gli albanesi (oltre 4mila) e marocchini (più di mille). Dati negativi arrivano sul fronte assunzioni. In Puglia, nel corso del 2010 sono stati assunti poco più di 10mila lavoratori nati all' estero. Sempre secondo il rapporto della Caritas, se l' agricoltura si è dimostrata il settore con il maggior numero di ingressi, al secondo posto troviamo i servizi: tra alberghi, ristoranti e commercio il numero delle assunzioni tra gli immigrati ha superato le 3mila unità. Un dato interessante arriva dal mondo dell' informatica e servizi alle imprese, dove sono stati assunti 400 stranieri. Il mercato del lavoro per i cittadini immigrati riflette comunque le attuali difficoltà. Dal 2009 al 2010 gli occupati stranieri sono diminuiti del 6,1 per cento e se si guarda la variazione annuale degli assunti (meno 11,9 per cento) la Puglia è la seconda per record negativo in Italia, dietro al Friuli Venezia Giulia. Sembrano avvantaggiati coloro che risiedono a Bari. Nel rapporto Puglia in cifre 2010 pubblicato dall' Ipres, emerge che nella provincia barese c' è il più alto livello regionale di occupazione tra gli stranieri con il 38,3 per cento. Sempre a Bari c' è il maggior numero di immigrati titolari di impresa: poco meno della metà dei 2mila 640 iscritti in Puglia. |