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Cnel, nel 2018 senza immigrati carenza di occupati |
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 Cnel, nel 2018 senza immigrati carenza di occupati La popolazione straniera tra il 2009 e il 2018 crescerà di quasi il 53%. Roma, 20 lug. (Labitalia) - Nel 2018, in Italia, i lavoratori immigrati saranno necessari per far fronte al calo demografico nel nostro Paese. A dirlo è il 'Rapporto sul mercato del lavoro 2009' del Cnel, coordinato da Carlo Dell'Aringa, economista all'Università Cattolica di Milano e presidente Ref (Ricerche per l'economia e la finanza), e presentato oggi a Roma. Secondo il rapporto, infatti, "sulla base delle proiezioni Istat sulla popolazione per età, gli occupati italiani fino a 64 anni risulteranno pari a 19,9 milioni nel 2018, in riduzione di quasi 1,4 milioni di persone rispetto a quanto osservato nel 2008.
In assenza di lavoratori immigrati, dunque, ci troveremmo un'ampia carenza di occupati. Tale lacuna verrebbe però in parte colmata dall'apporto dei lavoratori stranieri". Sempre secondo il Cnel, "risultano 1,3 milioni di occupati stranieri in più nel 2018 rispetto a quanto registrato nel 2008, e l'incremento sarebbe il risultato solo della dinamica demografica vivace di questa componente della popolazione". "Sebbene la crisi economica abbia evidenziato ampi eccessi di capacità produttiva per alcuni settori, per i quali probabilmente si assisterà - spiega - a un sottodimensionamento rispetto a quanto osservato nel recente passato, è però plausibile pensare che, dopo un decennio, l'occupazione complessiva possa esser tornata almeno sui livelli pre-crisi". Il Rapporto Cnel dice che "prendendo le proiezioni dello scenario centrale Istat, si osserva come la popolazione straniera tra il 2009 e il 2018 crescerà di quasi il 53% (a un ritmo medio annuo del 4,8%), a fronte di una leggera contrazione della popolazione italiana, che nello stesso periodo si ridurrà complessivamente dell'1,1%. La crescita della popolazione immigrata permetterebbe comunque di più che compensare il calo di quella italiana; i residenti in Italia nel 2018, secondo le previsioni Istat, saranno 61,5 milioni, con un incremento complessivo del 2,4% rispetto al 2009 (circa 1,4 milioni di persone in più)". Ma è sulla popolazione in età lavorativa (convenzionalmente, le persone tra i 15 e i 64 anni) che, secondo il Cnel, gli effetti dell'invecchiamento della popolazione italiana e quelli dell'immigrazione appaiono più rilevanti. Tra il 2009 e il 2018, la componente italiana è prevista ridursi complessivamente del 4,8%, pari a oltre 1,7 milioni di persone in meno. Al contrario, la popolazione straniera in età lavorativa crescerà, secondo l'Istat, del 47% nello stesso periodo, pari a oltre 1,4 milioni di persone in più. E' quindi evidente, secondo il Cnel, che "l'arrivo e la stabilizzazione di immigrati in Italia permetterebbe di compensare la maggior parte della riduzione prevista nella popolazione potenzialmente attiva". |
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